Google+ Rimedi naturali salute: Revisione deleteria su uso pesticida Glifosato

24/09/14

Revisione deleteria su uso pesticida Glifosato

Pericolo pesticidi glifosato nuove leggi mortali
Pesticida erbicida Glifosato
Come un pesticida ritenuto pericolosissimo per la salute umana riesce a diventare utile e non pericoloso per usi agricoli, basta che certe industrie paghino chi di dovere per avere ragione anche se hanno torto.


Veleni agricoltura chimica


Nel gennaio del 2014 la Germania, in qualità di stato membro relatore dell'Unione Europea, ha sottoposto all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il suo rapporto relativo al rinnovo della vlautazione sul glifosato, consigliando la riapprovazione dell'uso del glifosato in Europa con un aumento dell'assunzione quotidiana accettabile da 0,3 a 0,5 mg per kg di peso. 

L'esito generale del rapporto è che il glifosato non pone alcun rischio inaccettabile. Il glifosato non viene metabolizzato e non si accumula nel corpo, non è genotossico né cancerogeno, non interferisce con l'attività endocrina e non è considerato persistente né bioaccumulativo. Non ha tossicità riproduttiva, né effetti tossici per la produzione ormonale o gli organi ormono-dipendenti, né effetti inaccettabili sulle api. Dunque gli eventuali rischi rientrano in standard ritenuti accettabili.

ma come hanno fatto a giungere a una conclusione tanto insensata, quando in tutto il mondo si sono accumulate prove della tossicità degli erbicidi al glifosato al punto che già numerosi paesi ne hanno vietato l'uso? Era stata la Danimarca la prima a vietare l'erbicida nel 2003; il parlamento olandese l'ha vietato per l'uso non commerciale nell'aprile 2014 e la Francia ha deciso di fare altrettanto. Il Brasile, uno dei paesi con le maggiori coltivazioni di piante OGM tolleranti al glifosato, ha avviato un iter legale per vietare il glofosato. 

El Salvador ha imposto un divieto totale nel Febbraio 2013, indicando una correlazione fra gli erbicidi al glofosato e una epidemia di malattie renale cronica. Gli scienziati dello Sri Lankahanno fornito le prove dell'accumulo del glofosato nell'organismo, specialmente in presenza di acqua dura. L'EFSA aveva raggiunto il rapporto tedesco sul proprio sito per la pubblica consultazione che è terminata l'11maggio 2014. Era possibile dare un feedback solo attraverso un rigido modulo elettronico con categorie di risposte predeterminate e con pochi caratteri a disposizione, non venivano accettate né le e-mail né la posta ordinaria.

I commentatori dovevano accettare la clausola che i loro commenti sarebbero stati rimossi se ritenuti inadatti. Così tutti i commenti relativi al Roundup sono stati ignorati, nonostante il Roundup sia l'erbicida al glifosato più utilizzato in Europa. Oltretutto l'intero processo di valutazione del rischio non è stato affatto trasparente, responsabile del rapporto è l'Istituto federale tedesco per la valutazione dl rischio (Bfr). 

In nessun punto, nei 15 documenti per un totale di 3.744 pagine, si trovano informazioni sugli autori. Fra l'aprile e il giugno 2014, il Bfr è stato contattato e interrogato in quattro occasioni distinte riguardo a chi fossero gli autori del rapporto e quale comitato del Bfr ne fosse responsabile: fino a oggi non c'è stat risposta.

Nel Comitato per i pesticidi e relativi residui del Bfr, che potrebbe teoricamente essere responsabile della stesura del rapporto, sono presenti dipendenti di BASF o Bayer Crop Science nella misura di 3 fra i suoi 12 membri del 2014 e 4 dei suoi 16 membri de periodo 2011-2013. Il grave conflitto di interessi in un ente regolatore non si limita al Bfr: è endemico in seno all'autorità europea. 

Il rapporto "Unhappy Meal" del Corporate Europe Observatory (ottobre 2013) rivelava che il 95% dei membri delle giurie scientifiche dell'EFSA aveva ancora legami diretti o indiretti con aziende le cui attività rientravano nella competenza dell'EFSA. Tuttavia, il conflitto di interesse è ancor più lampante di quanto si potesse immaginare: è stata Monsanto insieme a un consorzio di aziende chimiche europee a seguire la valutazione del rischio per la riapprovazione del glifosato.

FONTE: Istitute of Science In Society [ISIS] del 9 luglio 2014 -