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14/06/14

Intolleranze alimentari informazioni e rimedi

Intolleranze alimentari
Chi non ha mai detto almeno una volta nella vita "non riesco a digerire un certo alimento" o "sono intollerante al lattosio"? Bene, vediamo di cosa si tratta.


Le intolleranze come curarsi

E' bene fare chiarezza sulle differenze tra allergie e intolleranze alimentari: l'allergia è uno stato anomalo di reattività del sistema immunitario dove, le nostre difese immunitarie, attaccano alcune proteine presenti negli alimenti. In caso di intolleranze alimentari, il sistema immunitario non viene coinvolto ma si tratta di impossibilità di  digerire alcune sostanze a causa della mancanza di alcuni enzimi che non vengono prodotti dall'organismo. Le intolleranze alimentari si dividono in due tipologie:

Intolleranza enzimatica: dovuta alla mancanza di un enzima che permette di digerire un alimento come accade ad esempio per il lattosio (lo zucchero del latte) dove è assente la lattasi, cosa che provoca gonfiori, coliche, diarrea e nausea.

Intolleranza farmacologica: dovuta alla presenza nei cibi di sostanze che si comportano come farmaci causando disturbi. Vengono spesso ritenuti colpevoli nelle "false allergie" dovute alla presenza nei cibi di istamina, tiramina, salicilati e additi. I sintomi interessano vari distretti corporei e possono ricordare le allergie con scaturire di orticarie, congiuntiviti e altre reazioni che assomigliano alle allergie comuni.

Le intolleranze spesso si confondono con le allergie e la diagnosi richiede l'impiego di diversi test con la supervisione di uno specialista, caso tipico è l'intolleranza  all'istamina o alla tiramina: di queste sostanze ne ingeriamo in grandi quantità con gli alimenti di derivazione animale soprattutto quelli conservati a lungo o fermentati. 

L'istamina presente nei cibi, se non viene rapidamente degradata dal fegato, causa infiammazioni a più livelli come eritemi, pruriti, diarrea, coliche, gonfiori addominali ma anche mal di testa, attacchi di asma e ostruzione nasale. Sintomi simili a quelli allergici: si parla infatti di "falsa allergia", perché in questi casi il sistema immunitario è innocente, il tutto si risolve in poche ore.

Di fronte a una falsa allergia dovuta all'istamina o alla tiramina la risposta è una dieta priva di alimenti che le contengano, per questo a prevalenza vegetariana,sono da evitare anche i cibi che contengono sostanze che liberano istamina contenuta nelle nostre cellule come papaya, agrumi, fragole, ananas, mango e le sostanze che ne rallentano la degradazione da parte del fegato come tè nero, alcol e antidepressivi. Da ricordare che il fumo di sigaretta contiene sostanze che agiscono liberando istamina.

Una volta che anche i sintomi saranno migliorati, si deve continuare con la stessa dieta per alcune settimane perché l'organismo deve depurarsi completamente, poi si reintroducono gli alimenti eliminati, ma consumandoli in piccole quantità: la stessa dieta viene consigliata anche a chi soffre di allergie agli alimenti con attacchi di orticaria, a prescindere dalla loro origine. 

Altre intolleranze possono verificarsi nei confronti di farmaci antibiotici e antinfiammatori (FANS): pur non contenendo istamina, questi prodotti ne aumentano la liberazionoe nel corpo oppure ne impediscono la degradazione. Chi è intollerante all'aspirina, invece, manifesta intolleranza ai silicilati, sostanze presenti anche in alcuni cibi che quindi dovranno essere eliminati come curry e curcuma, semi di cumino, cannella, senape, origano, uva sultanina e passita. L'intolleranza ai silicilati interessa soprattutto l'apparato respiratorio con riniti, sinusiti, asma e a livello intestinale con flatulenza, diarrea e coliti.

Il cioccolato in alcune persone può scatenare una cefalea perché contiene feniletilamina: va detto che una cefalea, così come stanchezza e irritabilità, può essere causata anche dalla pillola anticoncezionale. L'uso della pillola viene confusa come una intolleranza, inoltre, a parte il lattosio, anche zuccheri come saccarosio e il maltosio possono causare sintomi di intolleranza, sebbene raramente. 

E' vero che c'è stato un aumento di casi definiti come reazioni da intolleranze alimentari, ma si tende ad attribuire con troppa disinvoltura a questi effetti la colpa di qualsiasi malessere a una generica intolleranza. 

Occorre un percorso diagnostico serio e affidarsi a medici competenti oltre che sappiano fare il loro mestiere con sufficiente serietà, perché i sintomi riscontrabili ad intolleranze alimentari potrebbero anche essere causati da infezioni o momenti di stress, basti pensare a coloro che pensano di essere intolleranti al lattosio perché riescono a digerire senza problemi il latte scremato ma no quelo intero, in questo caso hanno problemi nella digestione dei grassi e non del lattosio.

Molti si lamentano di soffrire di un'intolleranza al grano, mentre invece spesso si tratta di consumare meno prodotti a base di farina di grano che spesso ha una cattiva qualità, come ad esempio nelle merendine, cornetti industriali congelati, pizza addizionata con glutine, panini super lievitati, tramezzini affogati in improbabili maionese. Il livello di intossicazione del corpo può causare in questi casi sintomi simili all'intolleranza alimentare ma si tratta solamente di mangiare meno schifezze industriali e più alimenti naturali.

Insomma, prima di parlare di intolleranza alimentare, dobbiamo ragionare sul nostro stile alimentare, cercando di tornare a mangiare con moderazione, preferendo farine di qualità e pani lievitati con lievito madre. 

Per aumentare la produttività e il contenuto in glutine, invece, si usa grano manipolato dai genetisti (OGM spesso nemmeno dichiarato) in colture concimate con nitrati di sintesi. Prestare attenzione a ciò che mangiamo è una strategia più intelligente delle diete ferree e delle privazioni come accade con la dieta vegana.

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