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05/04/13

Attacchi di panico: cause e cure

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attacchi di panico
Si calcola che circa il 2%  delle persone soffra di attacchi di panico. Un disturbo più diffuso di quanto si pensi, anche se difficile da riconoscere e accettare. Eppure questo problema così negativo può trasformarsi in una risorsa inaspettata per migliorare la propria vita. Vediamo come.

ATTACCHI DI PANICO: COME SUPERARLI


Di che cosa si tratta
All’improvviso situazioni che prima erano “normali” diventano fonte di terrore e panico. Uomini e donne vanno improvvisamente in tilt, scoprendosi spaventati, terrorizzati, angosciati, come se una sensazione di morte si stesse impadronendo di loro, senza un motivo oggettivamente comprensibile. L’attacco di panico è proprio questo: senza nessun preavviso e senza alcuna ragione logica il passeggiare per strada o il guardare il film al cinema diventano situazioni impossibili da affrontare. Durante un attacco di panico la persona può percepire il marciapiedi non di cemento, ma come un terreno instabile e paludoso in cui sta sprofondando. Oppure vedere i palazzi che diventano sempre più alti e soffocanti. E’ come se il corp  e la mente non si comportassero più normalmente, ma come una bussola impazzita.

Angoscia crescente
L’attacco  di  panico  dura  solitamente  da  pochi  secondi  a  pochi  munuti, fino a un massimo di mezz’ora, un’ora. Tuttavia, la persona, che perde la percezione del tempo, ha la sensazione che la crisi sia interminabile.
*L’attacco di panico si accompagna a una certa angoscia, che crea ulteriore angoscia, in un circolo vizioso che sia autoalimenta e non sembra arrestarsi mai. L’individuo si sente, quindi, impotente di fronte a eventi che sembrano incontrollabili e devastanti.
*Nell’attacco di panico non c’è un pericolo oggettivo, quindi, esterno alla persona e visibile a tutti.
La sensazione di essere in pericolo è qualcosa che “invade” l’individuo e che proviene dal mondo interno, ossia dalla parte più profonda della coscienza.

Le cause
Stando ad alcuni studi nell’attacco di panico vi sarebbe una forte predisposizione genetica. Gli studi condotti sui gemelli, per esempio, dimostrano un peso della componente genetica pari a circa il 60 per cento. Altri studi  rivelano una forte predisposizione famigliare. Le basi neurologiche, biologiche, chimiche del disturbo sono complesse e note solo in  parte, e comunque non sono in grado di spiegare da sole la complessità di questo problema.
*L’attacco di panico ha cause molto profonde e antiche, di tipo psicologico e/o emozionale, delle quali la persona non è pienamente consapevole. E’ un messaggio che il corpo lancia, per avvisare che c’è qualcosa che non va. E’ legato spesso a sentimenti ed emozioni inconsce, non ascoltate che si manifestano poi sul piano fisico (disturbi psicosomatici).

I sintomi
Durante l’attacco compare un insieme di sintomi fisiologici, psicologici, sensoriali. Ecco i più comuni:
­difficoltò di respirazione;
­palpitazioni e tachicardia;
dolore al torace;
sensazione di soffocamento;
vertigini, sensazione di sbandamento e instabilità;
nausea, colori addominali;
sudorazione;
cefalea;
vampate di calore alternate a brividi:
tremore;
rallentamento della nozione del tempo;
modificazione della percezione della distanza;
intorpidimento;
sensazione di catastrofe che sta per accadere;
sensazione di irrealtà;
paura di perdere il controllo o di impazzire;
paura di perdere coscienza;
paura di provocare disastri;
paura di attirare l’attenzione;
paura di morire.

Dopo la crisi
Alla crisi acuta, segue un periodo di stanchezza e spossatezza. La persona sente la testa confusa, fa fatica a camminare e a mantenersi in equilibrio, ha percezioni annebbiate e sfuocate.
*Il primo attacco viene ricordato  come  un  momento  di  svolta. Sono tipiche degli individui che soffrono del disturbo, frasi come “Da quel momento la mia vita è cambiata”.
*In genere, dopo il  primo  attacco si  verificano altri episodi,  sempre  improvvisi  e occasionali, che aumentano di frequenza e intensità. L’ansia che possa ripetersi la crisi in situazioni simili a quella del primo episodio, crea reazioni di isolamento, di auto­limitazione che limitano la libertà personale. Una clinica descrive situazioni di persone che sono rimaste chiuse in casa per 10,11,15,22  anni, per paura del panico!

I momenti più critici
Gli  attacchi  di  panico accadono solitamente in momenti particolari della vita, momenti che si potrebbero definire “di passaggio” da una fase della vita all’altra: fra  la  fine  dell’adolescenza  e  l’inizio  dell’età  adulta:  le  persone  cominciano  ad  affacciarsi  alla vita e a cercare una propria identità. La ricerca di un ruolo, di una propria identità può causare delle difficoltà e può portare alla nascita di disturbi, come l’attacco di panico; a  metà della  vita adulta:  le persone  iniziano a  fare  i primi  bilanci  fra aspettative e risultati  ottenuti. Se ci si accorge, anche a livello inconscio, di aver trascurato una parte importante di sé, per privilegiarne altre, possono nascere le prime crisi.

Consigli per superare la patologia

Leggete, fate sport, fate danza, cercate un hobby che vi possa appassionare, andate in vacanza, sfidate le vostre paure, trovate un terapeuta dentro voi stessi (ascoltandovi) o uno fisico fuori di voi (per farvi consigliare) senza perdere tempo a rimandare la cosa ma affrontando la problematica, chiedete aiuto a qualcuno che possa ascoltarvi. La maggior parte delle cose consigliate per affrontare gli attacchi di panico servono sostanzialmente per sviare l'attenzione della mente che si è concentrata su una tematica (che varia al variare del carattere e dello stile di vita delle persone), lo sport farà si che andiate a scaricare la tensione muscolare che favorisce gli episodi, mentre l'aiuto esterno è comunque consigliato poiché si ha sempre necessità di parlare con un amico che ci capisca e consigli (a volte l'unico consiglio è....non dire cavolate) nel caso non si possa l'unica è rivolgersi a uno specialista (ma sceglietelo bene perché in molti non servono a nulla tranne che a sfuotarvi il portafoglio).

La diagnosi
In genere non è facile riconoscere e diagnosticare un attacco di panico. A volte passano anche molti anni prima di dare il giusto peso al problema. Spesso si cercano le cause dei vari malesseri sul piano fisico: il medico invita la persona a sottoporsi a una serie di esami (del sangue, delle urine, ecografie, consultazioni specialistiche, eccetera). I sintomi tipici degli attacchi di panico, infatti, sono comuni anche ad altre malattie come intossicazioni da sostanze stupefacenti, ipocondria, depressione, malattie endocrine e cardiovascolari. Se si tratta di attacchi di panici gli esami danno esiti negativi: la condizione di salute generale  è buona e non giustifica la paura di non poter più respirare o di morire. La persona deve, quindi, descrivere con chiarezza come si sente e cosa sente. Il medico, dal canto suo, non deve trascurare alcun aspetto. In questo il sanitario diventa spesso un nodo cruciale, il primo specialista a poter fare una diagnosi corretta di attacchi di panico, e il momento critico in cui decidere se inviare la persona alla cura psicologica.

Le cure
Gli attacchi di panico possono essere curati efficacemente, anche se non necessariamente in modo definitivo (è possibile che la crisi si ripresenti). Essendo un disturbo complesso, oggi si è orientati verso una cura integrata, che veda cioè la collaborazione e l’unione di più tecniche che tengano conto delle diverse variabili in gioco. Il trattamento integrato prevede un lavoro di squadra, con il coinvolgimento di più specialisti, basato su tre elementi essenziali:
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1) psicoterapia: si tratta di un percorso in cui la persona si fa aiutare dallo psicoterapeuta a comprendere e modificare emozioni, pensieri e comportamenti disfunzionali per il propriobenessere. Esistono varie forme di psicoterapia, tutte hanno però l’obiettivo di portare la persona a capire da dove nasce l’attacco di panico e cosa deve fare per migliorare la situazione;
2) farmaci: esistono molti farmaci efficaci per il trattamento del disturbo da attacchi di panico. Ciò non significa che tutti devono seguire una cura farmacologica. Se, però, il  medico giudica utile l’assunzione di medicinali, fortunatamente esistono molte valide possibilità. Per esempio sono utili gli antidepressivi serotoninergici, che innalzano il livello della serotonina, una sostanza importante per il controllo del panico e della depressione;
3) lavoro di gruppo: i gruppi permettono alle persone soggette a crisi di panico di confrontarsi, di parlare dei propri problemi, di condividere idee e opinioni.