Google+ Rimedi naturali salute: Emergenza OGM

08/03/13

Emergenza OGM

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 OGM Pericolo c'è bisogno di una legge

Qualche mese fa una sentenza della Corte Europea, unitamente a una fortissima pressione svolta dalle multinazionali sementiere sugli organi comunitari, ha di fatto dato “via libera” alla coltivazione di alcune varietà di Organismi Geneticamente Modificati (le famigerate sementi Frankenstein) anche in quelle Nazioni in cui erano banditi.
Diversi Paesi europei (Lussemburgo, Austria, Germania, Polonia, Bulgaria, Grecia, Ungheria.. ma anche Svizzera ecc..) hanno adottato la “clausola di salvaguardia” che blocca, a livello nazionale, questa “liberalizzazione” voluta dalla CE e di fatto hanno vietato ogni coltivazione OGM. Purtroppo in Italia tutto ciò non è stato fatto, ma, cosa assai grave, (nonostante si sia in piena campagna elettorale) di questa questione non si parla affatto.
Per questo motivo giovedì 21 febbraio una delegazione del Gruppo Coltivare Condividendo, assieme a esponenti di AIAB, di Dolomiti bio e del consorzio del Gialet, è stata ricevuta dall’assessore all’agricoltura Manzato e da alcuni funzionari regionali.
In un clima sereno e costruttivo sono state esposte le forti preoccupazioni legate al rischio che fra poche settimane anche la nostra Terra venga stuprata da semine di mais OGM Monsanto. Cio’ metterebbe a serio rischio il nostro patrimonio di biodiversità. Infatti è acclarato che gli OGM contaminano le altre varietà di mais, e quindi le varietà tipiche di mais Sponcio, Storo, Cinquantino, Fiorentin, Marano, Bianco Perla..e molte altre sono in serio pericolo.
Ci ha molto rincuorato sentire che la Regione e l’assessore sono decisamente contrari agli OGM (convinti anche che l’introduzione degli Ogm comporterebbe notevoli costi economici per la comunità veneta). Si sono già attivati (nella conferenza Stato Regioni) per chiedere l’adozione della clausola di salvaguardia Una contrarietà agli Ogm condivisa da tutte le Regioni Italiane Si stanno comunque perseguendo anche altre vie, come ad esempio la clausola di blocco che ha tempi molto più rapidi, è sul tavolo del ministro dell’agricoltura. Tale clausola si ispira al reg 2008/29 art 34 misure di emergenza. (simile a quella adottata dalla Francia).
Qualora non venissero adottate le clausole suddette (prima delle semine) ci è stato garantito che la Regione attuerà e potenzierà una serie di misure atte a monitorare tutte le semine di mais che verranno effettuate nei prossimi mesi. Permanendo l’obbligo di comunicazione relativo ai tipi di sementi usate, saranno potenziati i controlli per tracciare eventuali partite di seme OGM Non si esclude l’ipotesi che in caso (probabilissimo) di moratoria per gli OGM si intervenga in campo per evitare la contaminazione del polline (anche con distruzione dei campi OGM) Abbiamo anche proposto l’ introduzione di idonei indicatori su cui basare un sistema per l’accesso ai contributi, che premi l’utilizzo di sementi tradizionali ed escluda dai contributi coloro che seminano OGM.
Queste iniziative della Regione, ma anche la crescente mobilitazione da parte di associazioni, di organizzazioni di categoria (in primis la coldiretti) e la forte opposizione della stragrande parte dei cittadini non ci fa abbassare la guardia.
Infatti abbiamo organizzato per mercoledì 27 febbraio presso il centro giovani a Farra di Feltre (dalle ore 20.30) un incontro sulla questione “emergenza OGM .. anche in provincia di Belluno”. Un occasione per ribadire che l“gli OGM sono una strada senza ritorno”, la contaminazione che provocano è permanente e la coesistenza con altre varietà e metodologie di coltivazione è incompatibile. Quindi per i (miseri) profitti di pochissime persone si compromette il futuro di un territorio e di una comunità.. sempre più indirizzata verso un agricoltura sana, sostenibile, tradizionale, tipica e biologica.
Stiamo inoltre valutando molto attentamente l’ipotesi di seguire le vie legali verso chi sta distribuendo mais OGM Monsanto, in barba alla tracciabilità, al fine di contaminare il territorio (pratica molto usata in sud america) e rendere così impraticabile l’ipotesi di “regione Ogm free”.
Nel frattempo continua la “raccolta firme” per sottoscrivere la richiesta di “clausola di salvaguardia” al Ministro dell’ Agricoltura (per visionarla cliccare qui)
La petizione è “firmabile” anche presso:
- negozio biologico “bio brothers” a Feltre (BL)
- vivaio biologico il ruscello a Porcen di Seren del Grappa (BL)
- il Nido – negiozio biologico ad Auronzo (via unione)
- Agenzia d’affari Palatini a San Vito di Cadore, (Corso Italia)