Google+ Rimedi naturali salute: Erbe per perdere peso

17/12/12

Erbe per perdere peso

dimagrire con le erbe
erbe dimagranti

Visto il periodo che ci aspetta che come ogni anno ci farà ingrassare (ulteriormente) comincio qui una serie di consigli su quali erbe assumere per perdere peso

Dimagrire con erbe


Alimentarsi è per l’uomo una necessità fondamentale, che nel corso dei secoli, si è arricchita di nuovi significati, infatti da strumento di lotta per la sopravvivenza tipico dell’uomo primitivo, grazie al processo di civilizzazione, si è passati ad una situazione in cui la ricerca del cibo è legata spesso a variabili socio-economiche, culturali, religiose, psicologiche ecc... L’uomo primitivo sceglieva il cibo semplicemente in base all'esigenza contingente di soddisfare il proprio senso di fame, e spesso la presenza del cibo stesso era subordinata a fattori di ordine geografico. 

La ricerca del cibo era molto dispendiosa dal punto di vista fisico e poteva riguardare la quasi totalità delle attività giornaliere dell’uomo. Le modificazioni del rapporto uomo – ambiente e i cambiamenti culturali e comportamentali hanno fortemente influenzato l’approccio dell’uomo al cibo ed hanno anche contribuito alla insorgenza dell’obesità e dei disturbi da sovrappeso. Il passaggio ad una vita più sedentaria, il facile accesso al cibo dovuto alle migliorate condizioni economiche, l’utilizzo sempre minore della forza fisica grazie all'impiego di macchine molto sofisticate, hanno portato l’uomo verso un bilancio energetico positivo, cioè ad una condizione in cui l’apporto calorico è eccedente rispetto al dispendio energetico.

 “Ogni aumento di energia indotto da una assunzione di cibo, non compensata da un identico aumento della spesa energetica, causa un aumento delle riserve metaboliche e quindi del peso corporeo, soprattutto per aumento della massa grassa, che rappresenta la sede principale di deposito dell’organismo. Lo stesso risultato si ottiene con una riduzione dell’energia in uscita non accompagnata da una proporzionata riduzione dell’energia in entrata”. L’obesità è un problema sanitario carico di importanti conseguenze personali, sociali e mediche. Gli effetti dannosi del peso superfluo sono ben documentati. 

L’obesità è associata all'alta incidenza delle malattie cardiache, all'alta pressione sanguigna, all'infarto, ai disturbi renali, ai calcoli biliari e al diabete. Oltre ai problemi fisici, l’obesità ha gravi conseguenze psicologiche come la depressione, la perdita di autostima, persino l’oblio di sé, l’imbarazzo sociale.  Dimagrire può essere di volta in volta un’esigenza terapeutica (diabetico, infartuato, iperteso, artrosico ecc.), la risposta ad un malessere psichico (legata alla scomoda posizione di essere grasso, problemi di pubbliche relazioni), un’esigenza estetica imposta dai miti della nostra civiltà.

Il fitoterapeuta, molto spesso, diventa la figura professionale alla quale il consumatore sceglie di rivolgersi per ottenere rimedi efficaci rispondenti alle proprie richieste che alcune volte, sono però troppo radicali. Il professionista allora deve sapere che non esiste il “dimagrante” capace di risolvere tutto. Nel panorama dei rimedi fitoterapici proposti più frequentemente sul mercato, possono essere tracciati a grandi linee i seguenti raggruppamenti:

1. Fibre dietetiche solubili (gomme, mucillagini, chitosano, ecc.);
2. Fibre insolubili (crusca ecc...)
3. Stimolanti tiroidei ( alghe ricche di iodio );
4. Droghe vegetali contenenti sostanze stimolanti la termogenesi ( piante a caffeina, sinefrina, efedrina, ecc.);
5. Droghe vegetali che innalzano il livello di Serotonina
inducendo il senso di sazietà (Griffonia simplicifolia );
6. Droghe vegetali che interferiscono con i sistemi enzimatici (Garcinia cambogia, Baccello di Fagiolo, Acido linoleico coniugato);
7. Piante che stimolano il drenaggio e la depurazione delle tossine (Tarassaco, Cardo mariano, Marrubio ecc.);
8. Cromo picolinato;
9. Diuretici e lassativi;
10. Piante calmanti.


Guar
(Cyanopsis tetragonoloba Fabaceae)


La gomma guar viene prodotta dai semi della pianta guar, piccola pianta annuale originaria dell’Asia tropicale. È stata coltivata per secoli in India e Pakistan come alimento per l’uomo e per gli animali. La droga è costituita dall’endosperma del seme, che rappresenta il 35- 40% del seme stesso e viene preparato separandolo dalla componente esterna (buccia). Dopo un ulteriore macinatura l'endosperma ottenuto viene finemente polverizzato si produce così la gomma guar commerciale. La gomma guar ad uso alimentare e farmaceutico è una polvere di colore bianco o giallastro, facilmente dispersibile in acqua sia calda che fredda. La gomma guar come d’altra parte la pectina e le altre fibre solubili hanno attirato l’attenzione dei nutrizionisti poiché interferiscono con il metabolismo dei glucidi e quello dei lipidi.

Alcuni studi hanno dimostrato che, usando per lungo tempo la gomma guar come integratore dietetico su soggetti normali oltre che su diabetici, diminuisce l’iperglicemia e i livelli di insulina post-prandiale. Questo effetto, insufficiente da solo a normalizzare la glicemia nei soggetti diabetici (certamente però è in grado di produrre un miglioramento nel controllo del Diabete di tipo 2), è principalmente legato alla forte viscosità del guar che riduce l’assorbimento dei grassi e dei glucidi a livello intestinale. Per quanto concerne il metabolismo dei lipidi con somministrazione quotidiana di gomma guar si ha la diminuzione della colesterolemia e delle LDL senza interferire con le altre lipoproteine, senza abbassare la trigliceridemia.

Effetti collaterali: Possibile comparsa di meteorismo e dolori intestinali soprattutto nei primi giorni di assunzione come integratore alimentare.

Posologia: Per gli integratori dietetici a base di fibre solubili il Ministero della Sanità raccomanda un apporto minimo di 4g/die (per il glucomannano 3g/die) suddivisi in due somministrazioni almeno mezzora prima dei pasti principali con abbondante acqua. Interazione con farmaci: La gomma guar può interferire con l’assorbimento di farmaci assunti per via orale variandone la bio-disponibilità.

Gomma arabica
(Acacia sp., Mimosaceae)

La gomma arabica è l’essudato gommoso, indurito all’aria, che cola naturalmente o per incisione dal tronco e dai rami dell’Acacia senegal (L.) Wildenow e di altre specie di Acacia di origine africana. La gomma si presenta in masse sferoidali di 1-3 cm di diametro, friabile, bianca giallastra, inodore, insipida. La polvere bianco-giallastra si scioglie lentamente in acqua formando soluzioni viscose, adesive debolmente acide. Il costituente maggiore è un polisaccaride acido presente sotto forma di sale (principalmente sale di calcio, ma anche di magnesio e potassio). Il polimero varia a seconda dell’acacia da cui è raccolta la gomma, dall'origine geografica e dal tempo di raccolta. La struttura di base è quella di un galattano 1→3 sostituito con arabinosio. 

L’uso di questa droga è molto antico, la gomma arabica, emolliente e bechica rientra nella composizione di preparazioni magistrali. La viscosità delle sue soluzioni e la loro buona stabilità in mezzo acido vengono sfruttate dall'industria farmaceutica ed agro-alimentare che utilizzano la gomma arabica come stabilizzante delle sospensioni, emulsionante completamente atossico (E414), neutro insapore, incolore, inodore e stabile. Il suo impiego in Italia è sottoposto alla norma prevista nel DM 27/02/96 n.209. Può essere utilizzato inoltre in dietetica, come tutte le altre gomme presentate in questo capitolo, perché è in grado di influenzare l’assorbimento di alcuni nutrienti e di regolarizzare la funzionalità intestinale.



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