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09/11/12

Info primo soccorso

primo soccorso tecniche
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Siccome so che molti non conoscono nemmeno le basi del pronto intervento pnso di fare cosa gradita riportarle qui per il bene di tutti: darò le informazioni divise per post e paragrafi quindi nulla di eccessivamente lungo così potrete trovare ciò di cui avete bisogno.


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Quando l’organismo perde la capacità di reagire a gravi eventi medici e traumatici si verifica il blocco di tutte le funzioni interne, comprese quelle vitali. Lo scopo della rianimazione cardio- polmonare (RCP) è quello di tentare di ristabilire al più presto possibile i parametri vitali così da scongiurare la morte del paziente. Come qualsiasi motore, anche l’organismo umano soffre quando il carburante (cioè l’ossigeno nel sangue) comincia a scarseggiare; dapprima reagisce dando fondo alle proprie riserve, ma alla fine, terminate anche quelle, smette di funzionare. Tutti gli organi risentono, anche se in diversa misura, della riduzione di ossigeno nel sangue; il più sensibile e fragile è il cervello (che è anche il più importante). Si calcola che il nostro encefalo possa resistere “all’apnea” circa 3-5 minuti... poi muore, e noi con lui. E’ evidente quindi quanto siano importanti sia il tempestivo riconoscimento delle condizioni generali del paziente che la rapida attivazione della catena della sopravvivenza. Proprio perché in questi frangenti il tempo non ci è amico, è necessario allertare immediatamente i soccorsi chiamando il numero gratuito 118.
Le informazioni che dobbiamo dare a chi risponde sono:

1. Dove siamo
2. Quanti feriti ci sono
3. Quali sono le loro condizioni

All’arrivo dell’ambulanza, i soccorritori effettueranno dove necessario le manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP) e la defibrillazione del malato; se presente un medico, verranno somministrati anche farmaci appropriati.
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Parametri vitali

I parametri vitali comprendono tutte le funzioni che determinano la vita in senso stretto. Essi sono:

Stato di coscienza
Respiro
Battito cardiaco

tastare polso carotideo
tastare polso carotideo
 
Perché dunque esista vita, il cervello deve essere in grado di comunicare con  l’ambiente esterno in modo corretto, i polmoni devono provvedere all’ossigenazione del sangue e il cuore deve spingere la massa ematica in circolo. Quando anche solo uno di questi parametri manca del tutto si verifica l’emergenza.

a) Lo stato di coscienza è il primo parametro da valutare; come risulta intuitivo, la prima cosa da fare è chiamare a voce il paziente per verificare che non stia solo dormendo. L’assenza di risposta allo stimolo verbale non è però sufficiente a definire l’incoscienza: bisogna essere certi che non esista alcuna reazione, nemmeno allo stimolo doloroso. E’ necessario quindi “fare male” al paziente: secondo gli attuali protocolli “il massaggio ”, effettuato esercitando una pressione sull’arcata sopraciliare, ottiene il risultato richiesto. Se anche ora non si ottiene risposta, possiamo definire il paziente incosciente.

b) Una volta accertatisi dello stato di coscienza di un malato, bisogna capire se respira. La manovra viene chiamata GAS (guardo, ascolto, sento) e si effettua chinandosi sul paziente, posizionando il proprio viso sulla sua bocca e guardando il
torace per almeno 10 secondi. Così facendo si osserva l’espansione toracica, si ascoltano i rumori respiratori e si sente il soffio espiratorio sulla propria guancia. L’assenza di respirazione determina l’arresto respiratorio.

c) Il battito cardiaco si propaga come un’onda a tutte le arterie. Tastando quindi alcuni punti caratteristici del nostro corpo (detti polsi, dove le arterie sono superficiali) sarà possibile avvertire la presenza o l’assenza di battito. Il polso più attendibile, perché più vicino al cuore, è il polso carotideo. Esso si raggiunge mettendo due dita della mano 2 centimetri a lato del pomo d’Adamo. Anche questa manovra va effettuata per almeno 10 secondi. Se non si avverte alcuna pulsazione il paziente è in arresto cardio-circolatorio (ACC) e va rianimato. Ognuna delle tre funzioni vitali è strettamente collegata all’altra. Se infatti è possibile che un paziente sia incosciente ma con respiro e battito cardiaco regolari, non è possibile che si verifichi la condizione in cui in un paziente cosciente, respiro e battito cardiaco siano inesistenti. Le possibili relazioni tra i parametri vitali sono in realtà semplici e deducibili:

INCOSCIENZA
Sì respiro, Sì battito cardiaco
No respiro, Sì battito cardiaco
No respiro, No battito cardiaco
No coscienza, Sì battito cardiaco

ARRESTO RESPIRATORIO

ARRESTO CARDIACO
No coscienza, No battito cardiaco
No coscienza, No respiro